Bersaglieri del Regio Esercito in Piazza A.Rossi ,Schio

Prefazione

Il presente sito web ha come obiettivo la divulgazione della storia dei Primi Raduni Motoalpinistici del Pasubio, prendendo in esame gli anni dal 1934 (anno del primo raduno) fino al al 1964 che a nostro avviso sono i più significativi e dei quali siamo in possesso di una discreta documentazione.

L’ideazione dei primi raduni avvenne in un particolare momento storico indicato come "Era Fascista", dove si parlava di patriottismo, di nazionalismo, di coraggio ed ambizioni per il proprio paese, di culto per i caduti in guerra, sentimenti che in quell'epoca erano molto diffusi ed anche i centauri non ne erano esenti, indipendentemente dalla nazionalità e dal proprio credo politico.

Il primo motoraduno nacque proprio in seno a questa ideologia e nello specifico, per commemorare i caduti della Grande Guerra, morti a migliaia sulle vette del monte Pasubio, portando i raduni ad un impensabile successo che vide ben 2140 centauri sulla vetta del Pasubio nell'ultima edizione del 1939, prima della Seconda Guerra Mondiale.composizione_4

L'aspetto sportivo delle manifestazioni passò in secondo piano, lasciando spazio ad un pensiero filosofico, più universale e nobile.
Tuttavia anche l'aspetto sportivo e tecnologico fu molto importante; consideriamo infatti che all'epoca, l'industria motoristica in genere, si stava riprendendo dai disastri della Prima Guerra Mondiale, alla ricerca di nuove soluzioni per migliorare la meccanica, il confort e l'aspetto delle motociclette; in questo senso, l'annuale salita al Pasubio fu un ottimo campo di prova, dove motociclisti e costruttori poterono confrontarsi per ottenere dati utili al miglioramento dei mezzi.

L'incontro di motociclisti provenienti anche dall'estero fu una redditizia occasione per poter discutere sulle caratteristiche meccaniche e prestazioni dei propri motocicli.
Fu dunque una importante fucina che nel settore motociclistico sfornò nuove coscienze e conoscenze, contribuendo allo sviluppo del settore.

La "Motocicletta", come fu intesa nei raduni del passato, non è quindi solo un mezzo di trasporto, fatto di materiale inerte, ma assume un valore più spirituale; diventa qualcosa di più profondo, uno strumento per conoscere nuovi paesi, per incontrare nuove persone ed aggregarle, per farle sentire parte integrante di un nuovo progetto, per renderle disponibili verso il prossimo, più sensibili ai problemi altrui e fautrici di lealtà e giustizia.

Ci auguriamo che queste poche pagine siano di sprono alle nuove generazioni, affinché possano anch'esse promuovere questo nostro capitolo di storia, divulgando l'antico ma pur sempre attuale concetto spirituale.
 

Zigliotto Massimo

 

 

 

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